Mangia, prega, ama

Volevo quello che i greci antichi chiamano Kalòs kai agathòs, l’equilibrio tra ciò che è buono e ciò che è bello.

Finalmente sono giunta al termine, ho letto il libro, ho visto il film e adesso? Adesso scrivo giusto due paroline. Posso dire che l’ho trovato uno tra i più bei libri che ho letto fino ad ora; ed ecco che iniziano ad eccheggiare le critiche… . È un libro fortemente criticato, è vero; molti lo definiscono “troppo new age”, altri affermano – sbagliando – “il viaggio come fa a farti trovare te stesso, è una banalità”. Molti critici l’hanno definito addirittura surreale o hanno criticato la scrittrice e soprattutto il film per il significato che porta con sè l’anno sabbatico e infine ci sono gli italiani, che permalosi, si sono offesi per i punti che la Gilbert ha evidenziato e, da italiana, mi sento di dire che ha ragione in pieno, su noi italiani e che è stata anche fin troppo gentile! 

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Voglio innanziatutto parlarvi del libro – il film nei prossimi giorni -, acquistato in ebook perché ero poca fiduciosa, ma che ora – dopo averlo letto – mi piacerebbe averlo cartaceo (paranoie da lettore, vero?)

Devo precisare che, purtroppo, l’ho dovuto leggere dividendolo in due parti – ho dovuto interrompere a circa metà per motivi di forza maggiore: esami – , ma l’ho ripreso finita la sessione estiva e, pensando di doverlo rincominciare credendo di non ricordare niente, mi sono sorpresa del fatto che ricordassi tutta la prima parte, nulla era andato perso, non serviva tornare indietro, anzi, dopo aver ripreso le prime pagine sono caduta in quel vortice fantastico di “una pagina tira l’altra” come se fossero ciliegie.Ma uscire da un matrimonio è difficile, e non solo per le complicazioni legali e finanziarie o per lo scompiglio che porta nelle abitudini di due persone [...]. È il balzo indietro emotivo che uccide, la scossa del d.png

Penso che ognuno di voi conosca la storia, soprattutto di rifletto al film uscito nel 2010 con la Roberts; nel caso vi dico che la protagonista è la stessa scrittrice Elizabeth Gilbert, Liz per gli amici, giornalista affermata, viaggiatrice, moglie di Steven. I due vivono a New York in una meravigliosa casa e possiamo affermare, leggendo, che apparentemente non le manca nulla, giusto? Ma lei si accorge che c’è una cosa che le manca dannatamente: la felicità

Si definisce una figlia, una moglie, ma non riesce a trovare altre parole per definirsi e quindi decide, cazzutamente – perdonate il lessico – di lasciare il marito, chiedere il divorzio e cercare questa felicità tanto ambita.

Decide così di partire (dopo tre anni dal divorzio e dopo una relazione con un uomo più giovane di lei, David, che, apparentemente, sembrava perfetta, ma rivelatasi poi tormentata, e non poco.

Liz così decide di partire per un anno dividendo il suo viaggio in tre tappe:

Volevo imparare l’arte del piacere in Italia, l’arte della devozione in India e, in Indonesia, l’arte di bilanciare l’uno e l’altra. 

Quindi veniamo portati in Italia, a Roma. Liz dice di aver voglia di conoscere nuovi sapori e di mangiare. Pasta, pizza, lasagne, vino e chi più ne ha più ne metta e mette su ben 12 chili, ma sta bene con se stessa. Inizia a studiare l’italiano, a frequentare persone italiane, a vedere Roma e altri posto in giro per l’Italia. 

La seconda tappa è l’India. Quando usciva con David, a New York, lui l’aveva fatta avvicinare allo yoga, così che lei si era così tanto avvicinata spiritualmente a questa disciplina da voler passare alcuni mesi in un centro di preghiera per imparare a meditare.

Infine parte per Bali, dove trascorre il resto dell’anno. A Bali torna, c’era stata già per lavoro, da uno sciamano, Ketut. Lì farà amicizia con alcuni balinesi, diversi ma accomunati da alcuni caratteri che per noi occidentali sono veramente surreali e particolari. Lì conoscerà anche Filippe, un brasiliano che le farà battere di nuovo il cuore.Ma uscire da un matrimonio è difficile, e non solo per le complicazioni legali e finanziarie o per lo scompiglio che porta nelle abitudini di due persone [...]. È il balzo indietro emotivo che uccide, la scossa del d.png

Le tre parti sono molto diverse tra loro, ma ugualmente affascianti. Colorata e saporita è la parte sull’Italia, lenta e spirituale quella sull’India, passionale e liberatoria quella su Bali. Non so dire quale delle tre parti mi sia piaciuta di più, sono così diverse e così particolari che vanno perforza lette per rendersi conto di ciò che l’autrice trava vivendo. È come se fosse una matrioska che va aperta per trovare la vera essenza.

Il libro è stato pesantemente criticato, come dicevo prima, ma non bisogna pensare a questo libro come ad un prodotto commerciale, a un capolavoro della narrativa o chissà che; bisogna leggerlo pensando di leggere l’autobiografia di una persona, ciò che lei ha fatto per ricercare se stessa e la sua felicità. È il suo percorso, sicuramente diverso da quello di altri. Magari a te, critico, basta una coppa di gelato per raggiungere la felicità.

È un libro che fa riflettere, bisognerebbe applaudire a Liz per il coraggio che ha avuto di mollare tutto (anche se molti criticano il fatto che non tutti possono permettersi un anno sabbatico), di mollare le proprie certezze e di tuffarsi a capofitto in qualcosa di immenso, ma che l’ha portata ad essere felice.

Quello che mi sento di dire dopo aver letto questo libro è che vuole gridare a forte voce che c’è una strada per la felicità: bisogna impegnarsi giornamente nel ricercarla, è diversa per ogni persona, è diffice trovarla, ma c’è!

Vi lascio consigliandovi e no questo libro. Ve lo consiglio se siete alla ricerca di un percorso di rinascita, se siete aperti alle novità, se non siete scettici verso le religioni orientali, se siete amanti delle autobiografie senza dover giudicare la vita e le scelte degli altri.

Vi lascio, inoltre, qualche mia frase preferita e vi avviso: munitevi di post-it, matita per sottolineare tutte le bellissime frasi che accompagneranno la vostra lettura. Ma uscire da un matrimonio è difficile, e non solo per le complicazioni legali e finanziarie o per lo scompiglio che porta nelle abitudini di due persone [...]. È il balzo indietro emotivo che uccide, la scossa del d (1).png

Nel prossimo post parleremo del film…

To be continued…

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7 thoughts on “Mangia, prega, ama

    1. Sono felice di averti invogliato alla lettura. Anche io ho aspettato molto e sono contenta di aver aspettato perché secondo me questo, per me, era il momento più adatto per una lettura del genere! Se lo dovessi leggere fammi sapere cosa ne pensi

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    1. Io ho provato ieri sera a guardare il film, ma ad un certo punto ho staccato: forse ero troppo stanca, ma sembrava palloso… Riproverò, magari una sera quando sarò meno stanca, ma comunque sia difficile trovare un film più bello del libro! 😉

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      1. infatti non credo esista nella storia un film che supera il libro da cui è tratto, anche se ci sono esempi virtuosi sicuramente. comunque quello è proprio palloso e brutto, non è che eri stanca 😂hahah ce l’ho con quel film 😅 però buona serata dai casomai facci sapere leggo volentieri la tua opinione!💙

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  1. Pingback: Tre persone in due

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